Archetto |
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| Arnese usato per suonare il violino e altri strumenti a
corde (tra cui la viola, il violoncello e il contrabbasso). Nella sua forma moderna,
l'archetto consiste in una bacchetta di legno elastico alla quale, da una estremità
all'altra, sono sottesi crini di cavallo. Questi sono raccolti da un dado a vite a una
delle estremità (nasetto), in modo da poterne regolare la tensione. Inoltre, gli stessi
crini vengono ricoperti di pece, così da provocare una frizione al momento del contatto
con le corde e permettere quindi a quest'ultime di mettersi in vibrazione. Il suono così
ottenuto può variare considerevolmente a seconda della tecnica d'arco impiegata, o
mutando la velocità o la pressione effettuata sull'archetto stesso. Il nome archetto
deriva dalla forma convessa che l'arnese possedeva in origine, molto simile a un arco da
caccia. In Europa, archetti di questo tipo furono in uso fino al XV secolo; a partire dal
XVI secolo, i costruttori cominciarono a sperimentare nuove forme diminuendo
progressivamente la convessità. Nel XIX secolo, il francese François Tourte elaborò la
forma ancor oggi in uso: una bacchetta affusolata incurvata leggermente verso la linea di
tensione dei crini, la cui punta è costruita in metallo o in avorio. Esiste inoltre uno strumento a corda denominato arco musicale: si tratta di una bacchetta flessibile della lunghezza variabile fra gli 0,5 e i 3,00 m, alla quale viene fissata una corda. Per produrre un determinato suono, l'esecutore pizzica la corda con una mano, oppure, al fine di produrre note più lunghe della dominante, diminuisce la lunghezza vibrante della corda con le dita dell'altra mano. |
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